Gh, che roba! Sono a pezzi, quante botte (durante Deftones e Korn) e quanta terra che abbiamo respirato (avete provato a soffiarvi il naso?? Babba bia, che schifo!)... come previsto si è dimostrata pessima l'idea della doppia transenna (lontanissima tra l'altro!) che ha di fatto diviso i presenti in "Pubblico di serie A" e "Pubblico di serie B" (io ovviamente ho fatto parte di quest'ultimo, viste le succitate botte)... però gran bella giornata.
Sono arrivato all'una e il primo gruppo (qualcuno era presente per i gruppi precedenti?) che ho (intra)visto sono stati i Bloodsimple... senza voto, durante la gran parte del loro set ho preferito acclimatarmi e andare a mangiare un boccone (che prezzi!).
E poi si inizia subito il tour de force con i Soulfly, che ho rivisto volentieri e che forse forse mi sono piaciuti di più che al Rolling Stone... che la vera dimensione di Max Cavalera e soci (tra cui un Bobby Burns senza cresta) sia proprio il live all'aperto e sotto il sole? "Solita" scaletta (con il solito paio di canzoni dei Sepultura) e sortita del figlioccio di Max (era lui, vero?) durante l'esecuzione di 'Bleed'. Non male, dai.
Anche gli Stone Sour non mi sono dispiaciuti, piuttosto bravi ed affiatati direi, con il nuovo membro Roy Mayorga scatenato alla batteria, bell'acquisto. Molto bravo come frontman il Corey Taylor senza maschera: può permettersi di andare maggiormente al sodo rispetto a quando veste i bollenti panni del leader degli Slipknot. Hanno proposto diversi pezzi nuovi (oltre ai cavalli di battaglia del disco omonimo, 'Bother' esclusa) e si sono portati a casa il mio commento positivo unito a una discreta voglia di ascoltare il nuovo disco.
Arrivano poi gli Alice in Chains, col nuovo cantante (che assomiglia a Prince, tra parentesi...); buona fetta del pubblico in visibilio e molti a cantare 'Down in a hole' e compagnia bella. Beh, a me hanno messo addosso una tristezza infinita ("la morte nel cuore")... bravissimi, una band destinata ad entrare nella hall of fame del rock... però il loro sound suona tremendamente datato ed il loro stile si adatta più a momenti in cui ce l'hai col mondo, pensi che la tua vita faccia schifo e te ne stai chiuso nella tua cameretta piuttosto che a un festival estivo... e io nel grunge ci sono passato in pieno. Quindi mi ha fatto piacere vedere dal vivo un gruppo del genere, ma non sono stato capace di farmi emozionare positivamente proprio per l'immensa e poco condivisibile negatività delle loro canzoni (mi è piaciuto molto però il momento di 'Would?'). Boh, voi che ne dite di questa reunion?
Attesissima scocca poi l'ora dei Deftones... e qui mi e ci facciamo sotto (i precedenti concerti li avevo seguiti più indietro ma comunque in mezzo alla folla), si inizia a fare sul serio e a spingere... band abbastanza in forma, anche il buon Chino (è ingrassato? è dimagrito? Boh!) che nonostante qualche aiutino – effetti riverbero e eco al microfono – dimostra comunque di avere ancora una buona voce (e a tratti ha tirato fuori uno stile abbastanza "pattoniano"). La scaletta ha spaziato su tutti gli album della band e ci è pure scappata una canzone nuova, quella in cui Stephen Carpenter ha suonato la tastierina. Bel concerto, bello rivedere i Deftones... ma concerto comunque non eclatante. Ecco, forse i Deftones avrei preferito rivedermeli al chiuso in un "concerto loro".
Si rimane lì per i KoЯn e si cerca di appropinquarsi alla transenna, alla seconda transenna, quella più lontana, quella dei "pezzenti"... bene o male si raggiunge la meta… e c'è giusto il tempo per ascoltarsi tutto (!) l'ultimo cd degli Helmet assistendo al montaggio del palco... iniziano le congetture: come mai c'è una seconda batteria oltre a quella telonata di David?! E le tastiere chi le suona? E infatti – sorpresa! –, il concerto inizia e il primo a salire sul palco per l'intro di 'It's on!' è il simpatico Mr. Cavallo, uno dei quattro musicisti "ospiti" che i Korn hanno portato on-stage con loro: Mr. Cavallo si occupa di tastiere ed elettronica, Mr. Maiale si accomoda all'immensa batteria con tanto di gong e percussioni (la batteria di David è effettivamente un po' più piccola del solito), Mr. Coniglio (le maschere sono ispirate ai personaggi dell'artwork di 'See you on the other side') canticchia e suona anche lui le percussioni e Patterson (l'unico dei quattro di cui conosco l'identità, qualcuno sa qualcosa di più in merito?) anche lui mascherato suona la chitarra; tutti e quattro sono vestiti con un elegantissimo completo nero con camicia bianca e cravatta nera, inquietanti "men in black" che hanno attirato la mia curiosità e attenzione. Una novità interessante... qualcuno dirà che si tratta di una scopiazzatura degli Slipknot ma a me la novità è piaciuta. Korn ottimi come sempre, scaletta buona anche se un po' tagliata, fortissimo il medley, mi sono piaciute parecchio 'Counting on me' e 'Somebody someone'... poco altro da aggiungere, grandissimo spettacolo.
E finalmente ci si può un po' rilassare... per i Guns N' Roses si torna nelle retrovie (grazie al maxischermo questo concerto – iniziato con grosso ritardo – lo si poteva gustare anche da ben lontano, gli altri no, assolutamente) e ci si va a rinfrescare. Gran spettacolo anche qui, la prima parte del loro concerto è stata esaltante, il quasi cinquantenne Axl regge ancora il palco alla grande, corre di qua e di là e la voce gli regge eccome; quella che lo accompagna è una band coi fiocchi, a cominciare dal batterista Brian "Brain" Mantia (ex Primus), eccellente anche il barbuto e capellone Robin Finck; grandi classici uno dopo l'altro e mio momento top personale coinciso con 'Live and let die', che da bambino era una delle mie preferite. Fuochi e scintille sul palco... purtroppo alla lunga si fa sentire la stanchezza e i lunghi ed estenuanti assoli strumentali (piano e chitarra) mi/ci tagliano un po' le gambe... abbiamo abbandonato il campo sulle ultime note di 'Patience'.
Si ritorna a casa... distrutti ma contenti!
E oggi mi sparo l'aerosol.